Il 26 giugno 1931, Hallvard Devold ricevette istruzioni da Hoel, Smedal e altri su come procedere per annettere l'area a nord di Scoresbysund, tra 71°30' e 75°40' N, che avrebbe dovuto essere chiamata Eirik Raudes Land. Il 27 giugno 1931, Hallvard Devold, Søren Richter, Thor Halle, Eiliv Herdal e Ingvald Strøm issarono la bandiera a Myggbukta. L'alzabandiera fu apparentemente un'azione spontanea dei cacciatori. Ma in realtà si trattò di un'azione ben pianificata, sotto il controllo di Smedal e Hoel. Un telegramma dei cinque fu inviato a quattro giornali per risollevare gli animi, prima di essere inviato al Primo Ministro due giorni dopo.
Ciò suscitò grande entusiasmo in Norvegia, ma non nel governo, che non si lasciò convincere a riconoscere l'occupazione fino al 10 luglio. Hallvard Devold ottenne l'autorità di polizia per la zona. Il governo danese portò il caso al tribunale dell'Aia il giorno successivo.
"Veslekari" con lo skipper Paul Lillenes, in spedizione con Louise A. Boyd, fu la prima imbarcazione ad entrare a Myggbukta quell'anno. (17.07.31) Louise Boyd scherzò con Devold e chiese al capo della polizia di Eirik Raudes Land di controllare il suo passaporto.
La "Polarbjørn", con il capitano Kristoffer Marø, era una nave da spedizione per la NSIU e giunse lì il 1° agosto. Il capo della spedizione era Adolf Hoel. La "Polarbjørn" aveva con sé diversi giornalisti di Aftenposten, Dagbladet e Tidens Tegn in occasione dell'alzabandiera.